Piccioni: chiediamo a commissario straordinario e Regione cosa si stia facendo sul fronte degli anticorpi monoclonali

Il fatto che la Calabria sia tristemente in fondo a tutte le classifiche sul fronte della gestione dell'emergenza sanitaria legata al Covid ormai non fa più notizia, ma a breve potrebbe aggiungersi un altro tema su cui si registra un assordante silenzio da parte del commissario straordinario e dell'amministrazione regionale: l'avvio dell'utilizzo degli anticorpi monoclonali nella nostra Regione.

L'utilizzo di quella che da molti è considerata la prima terapia contro il Covid è stata già avviata in ben quindici regioni italiane e in tutte le regioni del Sud! Un trattamento autorizzato alcune settimane fa dall'Aifa e dal Ministero della Salute, che deve rispondere a precisi requisiti e regole e certamente non può essere dato a tutti i pazienti, ma che in alcune realtà, penso ad esempio a Pisa, sta dando risultati promettenti come del resto già si è visto negli Stati Uniti e in altri Paesi europei. Anche su questo tema, in Calabria tutto sembra immobile! Sicuramente negli ospedali e nei luoghi di ricerca di cura calabresi, dove tanti medici e ricercatori si stanno spendendo senza sosta per fronteggiare a mani nude l'emergenza, qualcosa si sta già muovendo. Ma, proprio come i cittadini delle altre regioni italiane, vorremmo da parte del commissario straordinario un'informazione chiara e precisa su cosa si stia facendo e cosa si abbia intenzione di fare su quella che, con tutte le cautele del caso, sembra essere una pista promettente per la cura di alcuni pazienti Covid. La Calabria ha valenti eccellenze, in Regione e fuori Regione, sul piano della ricerca medico – scientifica, da poter valorizzare in questo campo.

Per l'ennesima volta, la Calabria non si faccia trovare impreparata, non arrivi all'ultimo momento o addirittura l'ultima degli ultimi. Chiediamo al commissario straordinario se, come nelle altre regioni, ci si stia muovendo sul fronte delle terapia con gli anticorpi monoclonali in Calabria e quali azioni si stiano mettendo in campo per l'utilizzo di questo possibile percorso terapeutico. Non si ripeta sul fronte delle cure la vergogna della gestione dei vaccini che, alla luce dei dati di ieri, vede ancora la nostra Regione ultima in Italia per percentuale di dosi somministrate. Lo ripeteremo fino alla noia: il diritto costituzionale alla salute deve valere anche per i cittadini calabresi, alla pari di tutti gli altri cittadini italiani.

Rosario Piccioni (Lamezia Bene Comune)