Catanzaro, l’associazione ‘I quartieri’: “Ricostruire inventario dei beni pubblici e definire obiettivi e impegni”

"Se l'ultima notizia piovuta come un razzo ostile sulla città di Catanzaro ha un fondamento di verità, che il Comune pare non essere il titolare della proprietà del complesso monumentale del San Giovanni, allora si rimischiano le carte ed il banco rischia seriamente di saltare? Superato il punto di domanda e lo shock del momento e della notizia che fa rumore, ci viene da domandare: se il comune di Catanzaro ha una mappatura di tutte le sue proprietà? Se, la stessa è aggiornata e se sì, come non ci si è accorti del problema del monumentale del San Giovanni? Ci viene da aumentare le domande chiedendo: se tutte le proprietà comunali siano o meno accatastate?

Non volendo infierire perché non si spara mai sulla Croce Rossa, aspettiamo le risposte il cui tenore può sgombrare il campo sulla gestione del settore Patrimonio del comune di Catanzaro ed anche le tante vicende, diciamo pure "strane", che ne hanno caratterizzato l'indirizzo anche politico. Quello che tuttavia resta sul tavolo come messaggio di sventura è che c'è il fondato dubbio che il bilancio comunale, partendo anche dai cespiti immobiliari che dovrebbero produrre reddito e spariti dai documenti e dal bilancio, non sia del tutto in equilibrio e che la 'storiella' dei conti in ordine, il messaggio di Abramo da sempre declinato come un mantra, forse chiede una verifica extra.

Archiviati per il momento i rilievi della Corte dei Conti sul triennio 2015/2017 ai quali l'Amministrazione dovrà contro dedurre entro i canonici 60 giorni, quello che emerge è il dubbio dei cittadini, che fino ad oggi hanno creduto allo slogan di Abramo dei "conti in ordine" tanto da sopportare come una giusta penitenza quel delirio di degrado e di distruzione del valore sociale, che hanno trasformato Catanzaro in un "modello" bello all'esterno – nei conti di bilancio - , ma senza cuore, senza anima e senza una prospettiva futura. Il fatto incontestabile che quanto diciamo è la verità non è solo il degrado sociale, economico ed ambientale che tutti ormai vediamo nel quotidiano, ma è dover prendere per buono magari applaudendo come le foche ammaestrate, un bilancio di previsione dove tutti i capitoli di spesa sono programmati allo zero contabile. Questa che è un ottima tecnica di equilibrio contabile che diventa la pessima vetrina di un Amministrazione che non può programmare un azione anche politica, perché la cassa è vuota e le alchimie contabili degli anni precedenti ritornano sul conto economico oggi, scardinando la tenuta dei conti ed il mito di Abramo.

"Le sottolineature della Corte dei Conti, che Abramo classifica alla stregua di una circolare generica e generalizzata(?), ci dicono che nei conti del Comune di Catanzaro i debiti fuori bilancio hanno una progressione geometrica, spuntano come i funghi del sottobosco contabile portando in dote, quando va bene, numeri sempre a cinque zeri! Bisogna invertire una tendenza che ha lo sguardo fisso e non riesce a spostare l'orizzonte oltre la scrivania, ecco perché si impone una ricognizione seria sulle cause dei debiti extra bilancio e sul contenzioso, che non sempre vede l'Amministrazione vincente, nonostante dopo vengano richieste parcelle legali quasi milionarie.

Il modello Catanzaro dei conti in ordine della narrazione di Abramo passa oltre che dalla Corte dei Conti, anche dai rilievi mossi dal MEF sulla Catanzaro Servizi, dalla verifica sull'IVA per l'anno 2015 e sull'IRAP per gli anni 2015/2016, sulla mancata messa a reddito degli beni comunali, su una seria ricognizione delle partecipate e soprattutto su un taglio non lineare dei costi fissi e dei fitti passivi.
Si impone allora ragionare sulla Catanzaro Servizi e sul suo futuro che si incrocia su una rivisitazione del piano industriale che restituisca funzioni alla stessa, restituendo una serie di servizi da troppo tempo esternalizzati per esigenze politiche e che oggi, possono fare la differenza anche per i lavoratori della partecipata. Stesso discorso è da sviluppare sulla gestione dei fitti passivi e sulla valorizzazione economica del patrimonio comunale, superando ostacoli e zone grigie che hanno praticamente regalato tante strutture, dove l'introito per legge da considerare, generalmente è pari a zero o peggio ancora assorbe anche costi di adeguamento che dovrebbero essere in carico al concessionario del bene.

Ecco perché ricostruire un inventario dei beni pubblici e definirne obiettivi ed impegni, magari riuscirà a mettere a reddito anche trasferendo i tanti uffici comunali in fitto, nei locali di proprietà pubblica della Catanzaro Servizi che erano fino a poco tempo addietro occupati dei Giudici di Pace, forse nel riequilibrio economico vero e non farlocco, si verrebbe a giustificare il costo del leasing immobiliare che grava sulle casse pubbliche.
Una verità ci resta, che il futuro della città di Catanzaro dal punto di vista della spesa di gestione ordinaria e di programmazione è zero. Lo dicono i capitoli del bilancio di previsione del sindaco Abramo e la favoletta dei conti in ordine".

E' quanto si legge in una nota di Alfredo Serrao e Antonio Nistico, rispettivamente presidente e coordinatore cittadino dell'associazione 'I quartieri'.