Calabria, cambiare si Può - Intervista a Salvatore Staine

C'è un candidato dell'area del Reventino alle prossime elezioni regionali del 3 e 4 ottobre 2021. Si tratta di Salvatore Staine, di Decollatura, ma ben conosciuto in tutto il territorio circostante per la sua storia personale e per la sua naturale propensione alle relazioni umane. Docente di matematica nella scuola superiore, con precedenti esperienze nel settore della formazione (Enaip-Acli), nelle politiche attive del lavoro (Italia Lavoro) e nella digitalizzazione della Pubblica Amministrazione (TelCal).

Lo abbiamo sentito per una breve intervista che prova a individuare le ragioni del suo impegno e le strategie che saranno i punti fermi di una possibile azione di governo.

Perché ha deciso di candidarsi con la coalizione di De Magistris?

Ritengo che le elezioni del 3 e 4 Ottobre 2021, possano rappresentare un'opportunità straordinaria per la Calabria, una vera rivoluzione.

La candidatura di De Magistris rappresenta un elemento di rottura del sistema politico che domina, ormai da decenni nella nostra regione, un sistema che ha relegato la nostra regione a fanalino di coda della Nazione e dell'Europa, che non ha garantito diritti ai cittadini, e che ha impoverito sempre di più il nostro territorio; basti pensare allo spopolamento delle aree interne, alla fuga dei cervelli, ai viaggi della speranza nella sanità, alla crescente disoccupazione giovanile. Credo che questo progetto possa rappresentare per la Calabria un rinnovamento che parta da un nuovo umanesimo indispensabile per promuovere una qualità veramente umana di vita per tutte le persone e per la società.

 

Secondo lei qual è l'elemento innovativo della proposta?

Sicuramente l'aspetto culturale, mi spiego meglio, al centro dell'idea c'è la cultura della legalità; negli ultimi decenni nella nostra regione si è sviluppata la sub-cultura dell'illegalità e della corruzione che ha occupato interi settori economico-produttivi e attraendo nelle sue maglie quanti si trovano in stato di necessità. Pertanto, ritengo che sia necessario innescare una vera e propria rivoluzione culturale che, facendo leva sulle importanti esperienze di antimafia sociale, trovi nell'istituzione regionale e nella politica un alleato libero e capace di agire nel breve e nel lungo termine.

 

Secondo la sua opinione, quali sono le strategie che si dovrebbero attivare per lo sviluppo del nostro territorio e delle aree interne?

In linea con quanto definito nell'Accordo di programma quadro Reventino Savuto, la Strategia di sviluppo per il nostro territorio deve puntare a:

·       Consolidare, modernizzare e diversificare il sistema produttivo territoriale;

·  Stimolare la nascita e il consolidamento di nuove imprese nei settori delle produzioni di eccellenza, dell'artigianato di qualità e del terziario innovativo;

·       Migliorare le condizioni di offerta e di fruizione del patrimonio ambientale e culturale, materiale e immateriale;

·       Promuovere la creazione e la valorizzazione delle aziende agricole di qualità presenti sul territorio

·       Rafforzare la filiera foresta-legno-ambiente valorizzando il patrimonio Boschivo dell'area, messo in grave crisi dall'emergenza incendi di questi giorni.

·       Promuovere una rete per il turismo green. Credo fermamente che il mix tra Paesaggio, gastronomia e agricoltura di qualità sia uno strumento altamente potenziale per attrarre nuove forme di turismo nel nostro territorio e rilanciare così un settore che da sempre è stato fonte di reddito per la nostra area.

·       Migliorare la mobilità all'interno dell'area, attraverso interventi mirati sia sul trasporto su gomma che sul trasporto su rotaia, potenziando i servizi offerti dalla Ferrovia della Calabria.

 

 

 

 

Lei appartiene al mondo della scuola, cosa potrà fare a tal proposito la politica regionale?

Ritengo che ci siano molte cose da rilanciare nel settore dell'istruzione per garantire livelli di prestazione più vicini agli standard nazionali, una piena inclusione ed un abbattimento dei tassi di dispersione ancora troppo elevati.

Le azioni che ritengo prioritarie per raggiungere questi obiettivi sono le seguenti:

1.    accelerare sul sistema istruzione da zero a sei anni, nonostante siano trascorsi 4 anni dall'approvazione del Decreto legislativo n° 65 del 2017. Nella nostra regione notiamo dei tassi bassissimi di presenza di nidi, micro nidi, sezioni primavera e poli per l'infanzia, pertanto bisogna rilanciare e programmare le attività Piano di azione nazionale per il sistema integrato di educazione e di istruzione zero sei per il quinquennio 2021/2025.

2.    Rilanciare la cultura tecnica superiore, in coerenza con il PNRR. A tal proposito bisogna rafforzare il sistema degli ITS attraverso il potenziamento del modello organizzativo e didattico (integrazione offerta formativa, introduzione di premialità e ampliamento dei percorsi per lo sviluppo di competenze tecnologiche abilitanti), il consolidamento degli ITS nel sistema ordinamentale dell'Istruzione terziaria professionalizzante, rafforzandone la presenza attiva nel tessuto imprenditoriale del territorio.

3.    Assistere le scuole ad indirizzo professionale ad attuare pienamente quanto previsto dal D.Lgs. n° 61 del 2017, mirando ad allineare i curricula degli istituti professionali alla domanda di competenze che proviene dal tessuto produttivo della Regione.

4.    Rilanciare il canale della formazione IFP, attraverso una maggiore integrazione tra formazione professionale ed istruzione, magari mediante i Poli Tecnico Professionali.

Lei è un esperto di Formazione, Politiche dell'innovazione e di politiche attive per il lavoro, può descrivere brevemente la sua esperienza e indicare cosa si potrà fare in questo settore?

In passato mi sono occupato di formazione collaborando per circa 10 anni con Enaip Calabria occupandomi della formazione dei giovani disoccupati e della riqualificazione degli adulti, poi ho lavorato per circa 5 anni in Telcal dove mi sono occupato della diffusione della società dell'informazione in particolare presso la comunità di Soveria Mannelli, in concomitanza ho lavorato presso l'Agenzia Italia Lavoro Spa, ora Anpal, in cui mi sono occupato della promozione degli IFTS in tutto il centro Sud, del progetto Mediateca 2000 e del programma di reimpiego Pari.

Ritengo che il settore della formazione professionale vada riformato. C'è la necessità di un sistema di formazione professionale stabile, sempre più connesso alla scuola e alle esigenze formative del territorio. A tal proposito è necessario rilanciare il ruolo dell'osservatorio sul mercato del lavoro, stabilizzare e standardizzare il Canale dell'IFP (istruzione e Formazione Professionale) rafforzandone i legami con l'istruzione professionale, nonché creare un catalogo per la formazione continua.

Per quanto riguarda l'innovazione Tecnologica, bisogna agire prioritariamente nell'ottica della riduzione del Digital Divide sia infrastrutturale che immateriale, bisogna agire con una strategia a due vie, da un lato bisognerà Offrire alla P.A. in genere, in particolare agli Enti Locali, architetture, modelli condivisi e collaborativi  per l'erogazione di servizi online e qualificare la domanda di ICT di cittadini ed imprese , dall'altro avviare delle politiche formative per  il potenziamento delle competenze digitali di cittadini ed imprese.

 

In una regione come la nostra dove è presente un mercato del lavoro asfittico e polverizzato vanno rilanciate tutte quelle politiche che possono facilitare l'incontro tra domanda ed offerta. Vanno rilanciati e riqualificati i servizi pubblici per il lavoro e va favorita l'integrazione dei servizi pubblici con i servizi privati.  Va rafforzato il ruolo dell'Agenzia Regionale Calabria Lavoro e realizzare un nuovo piano per l'occupazione che contenga misure e percorsi volti a favorire l'inserimento o il reinserimento nel mondo del lavoro.  In particolare i settori di intervento di queste misure devono necessariamente incentrarsi su:

  • Servizio di orientamento specialistico individuale e di gruppo
  • Formalizzazione e certificazione delle competenze
  • Incrocio domanda/offerta di lavoro
  • Promozione tirocini
  • Formazione mirata all'inserimento lavorativo
  • Accompagnamento al fare impresa

Lei non è un professionista della politica e non ha tessere di partito. Ha mai svolto attività di natura politica?

La mia vocazione per il sociale e le politiche di sviluppo territoriale mi hanno indotto, negli anni precedenti a partecipare in maniera attiva all'interno di progetti politici civici, legati all'amministrazione comunale del mio paese natio, a cui sono molto legato.

Nel 2006 e nel 2011 partecipai attivamente alla tornata elettorale, candidandomi con una lista civica di centro sinistra. Nel 2006 non fui eletto, nel 2011 fui eletto nella compagine di maggioranza e per un breve periodo, circa 3 mesi, assunsi la carica di vicesindaco. Lasciai la compagine di maggioranza per diversità di vedute inerenti alle criticità finanziarie dell'ente.

In uno scenario come quello attuale, in cui il dramma della pandemia acuisce problemi atavici, come povertà, corruzione e criminalità organizzata, come pensa reagirà la comunità Calabrese? Ha percezione di cambiamento?

Viviamo sempre di più in una società liquida, soggetta a rapidi e continui cambiamenti, in cui le persone hanno difficoltà ad individuare punti di riferimento stabili e duraturi. Concordo con lei sul fatto che la pandemia abbia amplificato queste difficoltà acuendo la mancanza di confronto e di solidarietà, proprio per questo è necessaria una nuova politica, che partendo dai temi sociali, quali l'antimafia, la lotta alla povertà, la sostenibilità, l'ecologismo possa rilanciare un nuovo umanesimo, fondato sulla condivisione, sulla conoscenza e sulla ridistribuzione delle ricchezze.

Ritengo che in Calabria ci sia necessità di un cambio di passo, che partendo dal basso possa riformare l'organizzazione socio-politica ed economica del nostro territorio.

Nella coscienza collettiva calabrese c'è sicuramente voglia di riscatto e cambiamento, e penso che il progetto partecipato del polo civico per La Calabria di Luigi De Magistris possa ridare fiducia e coraggio a chi crede che un cambiamento sia possibile. Proprio per questo ho scelto di mettermi in gioco a sostegno di Luigi De Magistris.